La costa d’oro

Ormai è quasi un anno che non scrivo su questo blog e il motivo è abbastanza semplice: e’ da un anno che non viaggio. E’ stato un anno duro, molto doloroso e difficile per me. Tante cose sono cambiate e il cambiamento non è stato facile; finalmente però penso che la mia vita abbia preso la direzione per cui è da tanto che lavoro.

Un anno fa, appena tornato dall’America, sapevo che un ciclo della mia vita si stava chiudendo e che un’altro se ne doveva aprire: dovevo reinventarmi, ma non avevo idea da dove cominciare. Tutto sembrava ostile; avevo l’impressione che quello che avevo imparato nel mio lungo vagare non servisse a niente e che non ci fosse speranza per il futuro. Malgrado tutto mi sono detto che qualcosa andava fatto e che, anche se non serviva a nulla, dovevo comunque provarci. Per questo ho deciso di tornare all’università a studiare e, lentamente ma costantemente, ho cominciato a ricostruire. Oggi mi sento finalmente sul punto di svolta, i primi frutti del lavoro che fino a ieri sembrava non portasse a nulla oggi sono finalmente pronti. E anche se sono piccoli e ancora acerbi lasciano sperare che l’albero che ho piantato crescerà forte e rigoglioso.

Cielo Africano

Finalmente dopo tanto tempo sono di nuovo in viaggio. Questa volta sono nella grande culla del genere umano, nelle braccia della madre da cui tutti veniamo, sono nella grande Mamma Africa. Sono così contento di essere di nuovo per strada, in viaggio, all’avventura. Il mio cuore è allegro per il mistero di quello che mi aspetta ed è con questo stato d’animo che affronto ogni giorno quello che viene.

Sono in Ghana a lavorare per una organizzazione non governativa chiamata FOSDA (Foundation for the Security and Development of Africa) per un mese. Questo lavoro servirà da tirocinio per il mio percorso di studi in scienze politiche e mi aprirà le porte per lavorare nel settore in cui voglio. La ONG si occupa di disegnare progetti che aiutino, con fondi internazionali, a sviluppare il continente.

DSC00740

La FOSDA mi ha fornito come alloggio una stanzetta dietro agli uffici che non ha niente più che l’essenziale; in maniera simile anche il paese mi pare che non abbia niente piu’ dello stretto necessario. Il Ghana è un paese del terzo mondo, lo stipendio medio è di 1600 euro l’anno; ha un indice di analfabetizzazione alto e una aspettativa di vita bassa, metà del paese non ha ne elettricità ne acqua potabile.Insomma un paese che la maggior parte di noi non saprebbe nemmeno indicare sulle cartine e in cui sicuramente non vorrebbe andare a stare.  E’ un paese che sta ancora cercando di appagare i suoi bisogni basilari e, proprio per questo, i rapporti tra le persone sono più veri.

Nell’occidente dove abbiamo una sovrastruttura sociale e culturale molto sviluppata i nostri bisogni basilari sono talmente soddisfatti che li diamo per scontati. Per questo ci siamo creati una serie di bisogni di cui in realtà potremmo tranquillamente fare a meno, quello che Palaniuk sintetizzava bene in Fight Club con la frase: ”Le cose che possiedi alla fine ti possiedono”.

Madina Market

Alla stessa maniera i rapporti tra persone sono così ritualizzati, hanno sviluppato una sovrastruttura così elaborata che non siamo vicini come eravamo un tempo. Un vecchio proverbio induista dice che quando le persone litigano alzano la voce perchè i loro cuori sono lontani: per farsi sentire devono urlare. Per la stessa ragione gli innamorati sussurrano: i loro cuori sono così vicini che alle volte non c’è nemmeno bisogno di dirsi nulla. Qui a me pare che tutti sussurrino.

La sovrastruttura sociale è minima, la gente ha poco da difendere e questo li rende tutti molto vicini, consci del fatto che sono tutti sulla stessa barca. Anche se giri da solo per strada, non sei mai veramente solo. Basta un sorriso o un cenno ad un passante che incroci e immediatamente trovi qualcuno con cui ridere e scherzare, o a cui chiedere aiuto se sei in difficoltà o, addirittura, una spalla su cui piangere. Penso che l’occidente abbia molto da imparare da questo posto, o, detto in altra maniera, penso che l’occidente si debba ricordare da dove viene… e l’Africa può sicuramente aiutarlo.

Ovviamente accanto alla magia e alla bellezza si trova anche la sofferenza e il dolore: entrambi sono ingredienti della stessa ricetta, parti indivisibili della stessa realtà. Nella tradizione cristiana si trova il principio, come e’ scritto nelle lettere ai romani, per cui “l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza e l’esperienza speranza”. Sembra che questa idea si applichi benissimo all’Africa, dove la gente è sfidata ogni giorno da situazioni che per noi sarebbero insopportabili e umilianti; situazioni su cui potremo piangere per mesi e anni lamentandoci e che invece qua vengono affrontate con il sorriso.

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Qui trovi strette di mano calde date da mani callose che hanno conosciuto il duro lavoro, trovi volti sorridenti scavati dalle lacrime e dal sudore,trovi la adamantina dolcezza di chi ne ha viste tante e che sa che questa vita è passeggera perché conosce la morte molto da vicino.

Al momento sto lavorando negli uffici della FOSDA ad Accra, la capitale; il mio compito qua è aiutare nello sviluppo dei progetti, instaurare e mantenere relazioni con instituzioni e altre ONG e studiare e monitorare i progetti già avviati. Tra pochi giorni mi muoverò nel nord, la parte più povera del paese, per andare a vedere da vicino le attività della FOSDA e rendermi conto della situazione laggiù. Ho deciso di muovermi in bus invece che in aereo, anche se il viaggio è piuttosto lungo, per avere modo di vedere le campagne e i villaggi.
Vi terrò aggiornati su quello che faccio.

2 dei miei colleghi al lavoro

2 dei miei colleghi al lavoro

Un abbraccio, cari lettori.

Giulio Be

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5 risposte a La costa d’oro

  1. alessandra benati ha detto:

    Ciao Giulio, che bello sentirti, non ho niente da dirti, so che l’africa far tanto per te e tu saprai ricambiare! baci e complimenti a tutto quello che ti ha portato fino l!

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  2. leandro ha detto:

    Ciao Giulio, è bello rileggerti e constatare che hai messo in atto un processo di maturazione che oltre a portarti dove sei, ha modificato radicalmente il potere evocativo ed emozionale delle tue parole. Che il Grande Spirito ti guidi nei tuoi passi e che Mamma Africa ti protegga nel suo enorme grembo! Good Luck, my friend!

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  3. Alessandro ha detto:

    Ciao Giulio! bellisimo articolo e sono contento che hai scritto e ti trovi bene!
    un bacio e abbraccio
    Ale

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  4. bernadette ha detto:

    stai mi bene

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  5. acquapertutti ha detto:

    L’articolo permette di percepire il profondo respiro di quel continente…Livia

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