La terra dei Cachi

E dopo un sacco di tempo che non scrivo, eccomi di nuovo.

Cari lettori, al momento mi trovo a Firenze, a casa. Ho deciso di rimanere qua, sono tornato all’università per finire quello che avevo cominciato tanti anni fa. Quindi al momento sono di nuovo uno studente di scienze politiche all’università di Firenze. Come sempre questo mondo è buffo, sempre un’avventura. E’ tarda notte di un sabato sera, sono seduto sul lungarno a ponte alla Carraia e ho di fronte a me il posto dove sono cresciuto. Da una parte mi dico: ho pochi soldi ed è difficile avere una prospettiva lavorativa qua. Ho quasi 30 anni, nella mia vita ho fatto di tutto, ma niente che sia facile far riconoscere in Italia. In questi anni mi è capitato di essere un cassiere di un supermercato, un guardiano notturno, un segretario di uno studio di tatuaggi, un venditore ambulante, un parcheggiatore, un reporter internazionale per magazine, un gestore di un locale, un giocatore professionista di poker, un insegnante di Yoga e un giardiniere di gardens californiani. Ho visto di tutto e fatto di tutto. Ho dormito in alberghi a 5 stelle dei Casinò più prestigiosi d’Europa e nelle baracche più sudicie e sgangherate del centroamerica. Ho fatto tutto quello che volevo fare e tante cose che ho dovuto fare. Questo è un curriculum che qua in Italia ti permette solo di fare lavori da 5\6 euro per ora senza un minimo di possibilità di crescita e di sviluppo. Pero’ questo è solo un lato della medaglia, l’altro lato è che sono esattamente dove voglio essere. Sono a casa, tornato dopo un lungo viaggio. Sto studiando, ho un sacco di gente che mi vuole bene e mi ama e mi stima. Sto facendo il possibile per reinventarmi e per trovare uno spazio a casa mia.

La strada che ho davanti è difficile, ci sono pochi soldi e tanti ostacoli: ma è proprio questo il bello. Sono all’avventura, ho di fronte a me una strada tutta curve e non so dove mi porterà, ma so che la devo percorrere per vedere cosa c’è in fondo.

Tutto può sempre essere visto da molte prospettive, come ci insegna la famosa storia del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Spesso, quando siamo colti dalla tristezza e dal pessimismo, vediamo il bicchiere incredibilmente vuoto, quando in realtà è incredibilmente pieno.

E sono pieno di idee e di iniziativa.

Quello che vedo attorno pero’ mi preoccupa molto. Vedo intere generazioni di gente vicina alla mia eta’ senza nessuna prospettiva. La maggior parte dei miei amici (di cui tantissimi laureati e specializzati) stanno parcheggiati a casa a giocare all’xbox e fumare canne. E in parte è decisamente colpa loro, ma in buona parte è anche il mondo che sta fuori che non aiuta per nulla. Il massimo a cui puoi aspirare se vuoi lavorare qua in Italia alla mia eta’ è un lavoro da 6\8 euro l’ora, senza garanzie, senza possibilità di crescita, senza futuro. E in più non è nemmeno facile trovarlo.

La mentalità mi spaventa molto. Sembra che quando ti stanno offrendo un posto di lavoro da 6 euro l’ora, ti stiano facendo un favore ad assumerti. E quindi tu, dipendente, ti senti come in debito con il datore di lavoro. Ti senti nelle sue mani; da una parte hai la tendenza a prostrarti ai suoi piedi ringraziando e accettando tutti i soprusi possibili ed immaginabili, dall’altro covi odio e cerchi di fare il meno possibile, visto e considerato che hai una paga da fame e sei considerato meno di zero.

E, di fronte a questo range di scelta, chi può rimane sul divano, mantenuto dalla famiglia fino a 30 e più anni, profondamente triste per un paese in cui il lavoro invece che nobilitarti, ti umilia.

Chi non può si rassegna e considera normale quello che ha davanti, aspirando ad una paga da 1000 euro al mese senza nessuna garanzia, quando un affitto per un monolocale ne costa 600.

Se invece vuoi aprire un’attività o avviare un qualche business in proprio quello che ti si prospetta davanti, se possibile, è ancora peggio.

Avviare un’attività in regola per un giovane è virtualmente impossibile. La burocrazia, la pressione fiscale, l’affitto enormemente alto dei locali, il muro invisibile di resistenza da parte di tutti gli strati della società se vuoi fare qualcosa di nuovo o diverso, la lobbizzazione e castizzazione di tutti i settori rende un’impresa titanica anche avviare la più semplice delle attività.

Quindi se non sei figlio di Agnelli ma hai buone idee e voglia di fare in Italia l’unica cosa che ti rimane da fare è rassegnarti a stare nella completa illegalità o andare via, verso lidi migliori. Se invece ti chiami Elkam puoi pipparti tonnellate di cocaina, fotterti trans e condurre una vita diametralmente opposta allo stile che renderebbe grande un paese e poi tornare come nulla fosse a fare affari.

Venti e più anni di un sistema in cui il più furbo, non il più bravo, sale e fa carriera, in cui le cose più vengono fatte alla “cazzo di cane” meglio è in cui tutto viene deciso da una cricca di ottantenni con la terza media e un sacco di precedenti penali per associazione mafiosa adesso mostra i suoi frutti.

Il sistema di valori è completamente invertito; cose come l’onestà, la coerenza, la fatica, il lavoro, il mantenere fede agli impegni presi e alla parola data sono virtù per sciocchi, mentre la furbizia, l’arrangiarsi, il fregare tutti a tuo vantaggio sono considerati pregi.

Il sistema è decisamente arrivato al suo punto di rottura, è ovvio che bisogna dare una svolta alla storia del nostro paese, lo richiedono i tempi, lo richiede la gente, lo richiede il nostro spirito. Possiamo essere qualcosa di diverso, possiamo decidere noi, anzi DOBBIAMO decidere noi.

Forza, Coraggio, sta andando tutto a fuoco attorno a noi, svegliamoci e cambiamo le cose.

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Una risposta a La terra dei Cachi

  1. alessandra ha detto:

    leggo solo il titolo, sono fuori a un point, poi ti rispondo..

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